Quando si sceglie un giocatore al Dunkest, la prima cosa che viene naturale guardare è la sua media PDK. È un dato utile, ma da solo dice poco su quello che potrebbe succedere nella prossima Giornata.
Un giocatore può avere una buona media, ma aver cambiato ruolo, minuti o responsabilità rispetto a qualche settimana fa. Al contrario, una media non particolarmente alta può nascondere una situazione che sta diventando interessante.
Per questo, prima di scegliere, conviene guardare un po’ più in profondità: capire come sta giocando il giocatore, che situazione trova nella sua squadra, che partita lo aspetta e soprattutto se il suo prezzo è ancora coerente con quello che può produrre.
PARTIRE DAI DATI
La valutazione parte dalle statistiche: PDK, punti, rimbalzi, assist, recuperi e stoppate. Ma anche dalla continuità con cui un giocatore riesce a produrre e dalla sua capacità di incidere in più categorie.
Poi bisogna guardare più da vicino. Sta giocando lo stesso numero di minuti dell’inizio della stagione? Il suo ruolo è rimasto invariato? Ha iniziato ad avere più responsabilità offensive?
Sono cambiamenti che spesso non vengono immediatamente evidenziati dalla media stagionale, ma possono avere un peso importante sulla prossima prestazione.
LA PARTITA IN CUI GIOCA
I numeri vanno poi inseriti nel contesto della partita.
Un giocatore può trovarsi davanti a un avversario che concede molte opportunità nella sua posizione, oppure in una gara dal ritmo particolarmente alto. Allo stesso modo, un back-to-back, una trasferta o l’assenza di un compagno possono modificare le condizioni rispetto alle quali abbiamo osservato le sue statistiche.
L’Injury Report è quindi una parte importante dell’analisi. Quando manca un giocatore con un ruolo importante, qualcuno dovrà inevitabilmente assumersi minuti e responsabilità aggiuntive.
Non significa che quel giocatore diventerà automaticamente una buona scelta. Significa che abbiamo trovato un elemento che vale la pena approfondire.
QUANTO COSTA?
Nel Dunkest non basta trovare un giocatore che produce tanto. Bisogna capire se quella produzione è interessante rispetto al suo prezzo.
Ed è qui che entra in gioco la plusvalenza.
Un giocatore acquistato a un prezzo relativamente basso, ma con concrete possibilità di aumentare il proprio valore, può essere molto importante anche oltre la singola Giornata. I crediti guadagnati oggi possono infatti permetterci di acquistare, nelle Giornate successive, giocatori che al momento non potremmo permetterci.
UN ESEMPIO
Immaginiamo due giocatori: il primo costa 12 crediti e ha un potenziale di 30 PDK, mentre il secondo costa 7 crediti e, grazie a un aumento dei minuti e delle responsabilità, può arrivare a 22 PDK.
Il primo potrebbe garantire più punti, ma il secondo può essere una scelta più interessante se quei 7 crediti gli permettono di produrre una buona prestazione e, soprattutto, di aumentare il proprio valore.
Quei crediti aggiuntivi potranno poi essere reinvestiti nelle Giornate successive. La plusvalenza diventa quindi uno strumento per migliorare progressivamente la squadra, non soltanto un guadagno immediato.
La domanda da porsi è quindi doppia: quanto può produrre e quanto può crescere di valore?
NON ESISTE UN SOLO NUMERO
Alla fine, valutare un giocatore significa mettere insieme informazioni diverse.
Statistiche, minuti, ruolo, matchup, prezzo, situazione della squadra e possibilità di plusvalenza contribuiscono tutti alla scelta. Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, è sufficiente.
È proprio questo il punto di partenza del metodo Rim Science: non cercare il dato perfetto, ma capire come i diversi segnali si combinano nella situazione specifica.
Nei prossimi articoli entreremo nel dettaglio di ciascuno di questi elementi, per capire come utilizzarli quando arriva il momento di scegliere la propria squadra.