Preparare l’asta del Dunkest Draft significa guardare oltre il nome e la singola giornata. Il budget va distribuito tra tutti i reparti e, dato che ogni giocatore può appartenere a una sola squadra, una scelta sbagliata può essere più difficile da correggere durante la stagione.
La modalità Draft di Dunkest prevede roster esclusivi e permette di assegnare i giocatori attraverso un’asta con crediti oppure tramite selezioni senza crediti. In questa guida ci concentriamo sull’asta, analizzando venti giocatori da valutare in funzione del rendimento atteso e del prezzo di acquisto.
Per scegliere questi 20 nomi siamo partiti dalla media PDK 2025/26, senza limitarci a quella. Continuità, ruolo, affidabilità fisica e prospettive per la nuova stagione hanno avuto un peso altrettanto importante. Non è quindi una classifica dei migliori giocatori: molto dipenderà dal prezzo raggiunto durante l’asta.
Nikola Jokić
Con 56,1 PDK di media, Jokić parte ancora davanti a tutti. Punti e rimbalzi sono soltanto una parte della produzione: gli assist e la frequenza delle triple doppie allargano ulteriormente il divario con gli altri giocatori. Il dubbio riguarda semmai quanto spendere. Averlo significa partire da una certezza, prosciugare il budget per prenderlo può invece creare problemi negli altri reparti.
Luka Dončić
I 45,9 PDK di media raccontano bene il peso di Dončić al Dunkest. Punti, rimbalzi e assist gli consentono di costruire valutazioni elevate anche quando il tiro non funziona perfettamente. Il volume non dovrebbe mancare nemmeno nella nuova stagione. Come per Jokić, la decisione si sposta quindi sul prezzo più che sul rendimento atteso.
Victor Wembanyama
Wembanyama è già arrivato a 40,7 PDK di media, e potrebbe crescere ancora. Le stoppate aggiungono valore alla sua produzione Dunkest e si sommano a numeri già importanti tra punti e rimbalzi. San Antonio continuerà inevitabilmente a passare da lui. Sarà uno dei nomi più costosi dell’asta per evidenti ragioni.
Jalen Johnson
Qui i numeri meritano attenzione: 38,4 PDK in 78 partite, con 22,3 punti, 10,1 rimbalzi e 7,6 assist. Johnson riempie il tabellino e non deve necessariamente segnare tanto per raggiungere un buon punteggio. Gli infortuni del passato restano un elemento da tenere a mente, ma l’ultima stagione ha dato risposte molto più convincenti sulla sua continuità.
Shai Gilgeous-Alexander
Shai ha chiuso a 38 PDK di media senza praticamente mai perdere centralità nel corso della stagione. Il volume realizzativo resta enorme, ma assist, recuperi ed efficienza completano il quadro. Oklahoma City non presenta particolari dubbi sulle gerarchie. Tra le guardie di prima fascia è difficile trovare un profilo altrettanto rassicurante.
Cade Cunningham
I 36,5 PDK di media sono accompagnati da 9,4 assist, dato che al Dunkest pesa parecchio. Detroit gli consegna gran parte della gestione offensiva e Cunningham può aggiungere rimbalzi e qualche statistica difensiva. Non siamo più nel territorio della scommessa: a 25 anni è già una certezza, con la possibilità di migliorare ancora.
Karl-Anthony Towns
Towns non è il nome più nuovo della lista, ma i 34,5 PDK di media continuano a renderlo molto interessante. Prende molti rimbalzi, segna con efficienza e non ha bisogno di monopolizzare il pallone per produrre. Proprio l’attenzione verso giocatori più giovani potrebbe aiutare durante l’asta. Se il prezzo resta sotto quello dei centri premium, vale la pena entrare.
Tyrese Maxey
34,2 PDK, 27,8 punti e 6,6 assist: Maxey ha ormai superato la dimensione del semplice realizzatore. A 25 anni non ci sono particolari motivi per aspettarsi un ridimensionamento, al netto dell’arrivo di Jaylen Brown e LeBron James che potrebbero ridurne l’usage. Può essere una delle guardie migliori da cercare subito dopo i nomi più costosi.
Josh Giddey
Il dato che interessa non sono soltanto i 34,1 PDK, ma come ci è arrivato: 17 punti, 8,3 rimbalzi e 9,1 assist. Giddey può produrre molto senza dipendere da grandi serate realizzative e questo al Dunkest conta. Le partite saltate nella scorsa stagione consigliano di non esagerare con i rilanci, ma il profilo statistico resta difficile da ignorare.
Jamal Murray
Murray viene da 33,6 PDK di media, con 25,3 punti e 7 assist. Giocare accanto a Jokić gli lascia comunque responsabilità importanti e, allo stesso tempo, gli offre spazi che poche altre guardie possono sfruttare. Non ha il richiamo delle primissime scelte. Se questa differenza si riflette anche sul prezzo, può diventare uno degli acquisti più equilibrati.
Alperen Şengün
Ci sono centri che prendono rimbalzi e segnano. Şengün aggiunge anche 6,1 assist, oltre a 20,4 punti e 9 rimbalzi: da qui nascono i suoi 33,8 PDK di media. Houston ha molte opzioni, ma il suo coinvolgimento nel gioco rimane importante. Per chi non vuole spendere cifre enormi su Jokić o Wembanyama, è uno dei primi nomi da considerare.
Scottie Barnes
I 33 PDK di media di Barnes non dipendono da una sola statistica. Può segnare, prendere rimbalzi, creare per i compagni e aggiungere recuperi e stoppate. Significa avere diverse strade per arrivare a una buona valutazione anche quando il tiro non entra. In una stagione lunga, questa continuità ha un peso notevole.
Jalen Brunson
Brunson parte da 31,6 PDK e da una certezza: l’attacco dei Knicks continuerà a passare dalle sue mani. Rispetto a Barnes o Şengün ha una produzione meno distribuita, perché punti e assist incidono maggiormente sul totale. Non per questo va sottovalutato. Il vero discrimine sarà quanto si avvicinerà, come prezzo, alle guardie della fascia superiore.
Donovan Mitchell
I 30,5 PDK di media possono sembrare relativamente pochi accanto alle cifre dei primi nomi, ma Mitchell resta un giocatore con volume e responsabilità ben definiti. Cleveland dispone di diverse soluzioni offensive e questo limita qualche picco, senza mettere in discussione il suo ruolo. Interessante soprattutto se gli altri partecipanti all’asta guardano più al nome che alla produzione Dunkest.
Evan Mobley
Mobley ha prodotto 30 PDK di media senza essere il centro dell’attacco dei Cavaliers. Una buona parte del suo valore arriva infatti da rimbalzi, stoppate, doppie doppie ed efficienza. È proprio questo a renderlo utile: non servono venti tiri per costruire una buona giornata. A 25 anni, inoltre, il suo gioco offensivo potrebbe evolversi ulteriormente.
Jalen Duren
I 28,9 PDK non lo collocano tra i primi della lista, ma Duren ha appena 22 anni e viene da 18 punti e 10,2 rimbalzi. Gioca vicino al ferro, tira con percentuali elevate e ha una struttura statistica favorevole alle doppie doppie. Detroit gli ha dato spazio e responsabilità. Se l’asta non lo porta troppo vicino ai centri premium, il margine è interessante.
Cooper Flagg
La stagione da rookie si è chiusa a 27,6 PDK, con 21,2 punti, 6,7 rimbalzi e 4,6 assist. Il motivo per inserirlo non è però ciò che ha già fatto, quanto quello che può aggiungere nel secondo anno. Dallas ha interesse a farlo crescere rapidamente. Attenzione soltanto all’effetto hype: pagare oggi tutta la crescita futura toglierebbe buona parte del vantaggio.
Cameron Boozer
Per Boozer non esiste ancora una media PDK NBA da utilizzare come riferimento. Bisogna quindi ragionare sulle caratteristiche: presenza a rimbalzo, capacità di giocare vicino al ferro e possibilità di trovare minuti fin dall’inizio. Il profilo è interessante per Dunkest, ma sarà anche molto conosciuto. Non è detto che essere tra i rookie migliori significhi automaticamente essere un affare all’asta.
AJ Dybantsa
Dybantsa porta inevitabilmente più incognite rispetto ai giocatori già passati dalla NBA. Il talento offensivo dovrebbe però garantirgli occasioni e responsabilità abbastanza rapidamente, mentre atletismo e rimbalzi possono evitare una produzione legata soltanto ai punti. Qui il prezzo conta ancora di più: va acquistato per quello che può diventare, senza pagarlo come se fosse già un giocatore di prima fascia.
Caleb Wilson
Wilson può essere uno dei rookie da osservare con maggiore attenzione durante l’asta. Atletismo, rimbalzi e presenza difensiva sono caratteristiche che possono trasformarsi in PDK anche prima che il suo gioco offensivo sia completamente sviluppato. Molto dipenderà dai minuti disponibili. Se il prezzo resta più basso rispetto a Boozer e Dybantsa, il rapporto tra rischio e potenziale diventa interessante.
Il prezzo resta decisivo
La media PDK della passata stagione aiuta a preparare l’asta, ma fermarsi a quel numero sarebbe un errore. Un giocatore leggermente meno produttivo ma presente per gran parte della stagione può essere più utile di uno capace di grandi medie e continui stop. Nel Draft, dove ogni giocatore è esclusivo, la disponibilità pesa ancora di più.
Boozer, Dybantsa e Wilson richiedono un ragionamento diverso. Non hanno ancora una media PDK da confrontare con gli altri e una parte del loro valore è inevitabilmente una proiezione. Possono crescere molto durante la stagione, ma proprio per questo è importante non farsi trascinare dai rilanci.
Questi venti nomi sono giocatori sui quali vale la pena entrare in asta, non venti giocatori da prendere a qualsiasi cifra. A volte il miglior affare nasce da un rilancio in più. Altre volte, semplicemente, dal sapere quando fermarsi.