La Western Conference riparte da alcune certezze, ma anche da diverse squadre che hanno modificato profondamente il proprio roster. Oklahoma City e San Antonio sembrano partire con qualcosa in più rispetto alle altre, ma Denver, Houston e Minnesota hanno le qualità per inserirsi nella lotta ai vertici. Alle loro spalle, il mercato ha cambiato gli equilibri: i Lakers dovranno fare a meno di LeBron James, Portland ha aggiunto Ja Morant e Utah si presenta con un roster rinforzato.
Il Power Ranking di Rim Science parte dai risultati del 2025/26 e considera mercato, infortuni ed equilibri tattici. Non vuole anticipare la classifica dopo 82 partite: alcune posizioni premiano la solidità già dimostrata, altre i margini di crescita.
10. DALLAS MAVERICKS
Dopo 26 vittorie, Dallas ritrova Kyrie Irving e punta sulla seconda stagione di Cooper Flagg. Dusty May, reduce dal titolo NCAA con Michigan, ritrova Morez Johnson Jr. e può contare anche sui nuovi arrivati Santi Aldama e Zaccharie Risacher.
Irving dovrebbe migliorare l’attacco a metà campo, ma la sua condizione fisica dopo il lungo stop è ancora da verificare. May dovrà inoltre scegliere come distribuire i minuti tra Gafford, Lively e gli altri lunghi, evitando quintetti che limitino gli spazi per Flagg. Il potenziale è aumentato, ma l’intesa tra i nuovi giocatori è tutta da costruire.
9. PHOENIX SUNS
Le 45 vittorie e la nona difesa NBA sono una buona base per Phoenix, che però ha modificato nuovamente il roster: Miles Bridges e Luke Kennard sono arrivati, Grayson Allen e Royce O’Neale sono partiti.
Devin Booker resta il punto di riferimento offensivo, mentre Jordan Ott cercherà continuità da Jalen Green e Dillon Brooks. L’operazione alla spalla di Mark Williams complica la situazione del reparto lunghi, dove Oso Ighodaro e Khaman Maluach dovranno assumersi più responsabilità. Phoenix potrebbe lottare fino all’ultimo per accedere ai play-in. I dubbi riguardano soprattutto la tenuta difensiva e le soluzioni vicino al canestro.
8. PORTLAND TRAIL BLAZERS
Portland è tornata ai playoff con 42 vittorie e ora aggiunge Ja Morant e Damian Lillard a Deni Avdija, reduce da una stagione a 24,2 punti di media. Sotto canestro rimane importante il contributo di Donovan Clingan, soprattutto a rimbalzo.
Il nuovo allenatore Micah Nori dovrà far convivere tre giocatori abituati a gestire molti possessi. Pesano anche l’infortunio di Shaedon Sharpe e la lunga inattività di Lillard. L’ottavo posto non è una bocciatura del mercato dei Blazers: per ora ci sono più certezze sul talento disponibile che sull’effettivo funzionamento dei quintetti.
7. UTAH JAZZ
È la scelta più coraggiosa del ranking. Utah arriva da 22 vittorie, ma Will Hardy può contare su Jaren Jackson Jr. accanto a Lauri Markkanen, sulla crescita di Keyonte George e sull’arrivo di Darryn Peterson. C’è anche lo sviluppo di Ace Bailey da seguire.
Li mettiamo davanti a Portland per i margini di crescita, pur senza sottovalutare i problemi della difesa, ventinovesima per efficienza nel 2025/26. Walker Kessler è partito e Jackson dovrà contribuire alla protezione del ferro, mentre gli esterni saranno chiamati a difendere meglio. Per giustificare il settimo posto servirà un miglioramento consistente.
6. LOS ANGELES LAKERS
Senza LeBron James, i Lakers ruotano ancora più chiaramente intorno a Luka Dončić, miglior realizzatore NBA dell’ultima stagione. Austin Reaves, arrivato a 23,3 punti di media, dovrà confermarsi come seconda opzione.
Walker Kessler aggiunge protezione del ferro; Quentin Grimes, Collin Sexton e Matisse Thybulle offrono alternative sugli esterni. Servirà del tempo per trovare un’intesa, specialmente in difesa. Il sesto posto dipende dai dubbi sulla tenuta collettiva di una squadra profondamente cambiata, non dal valore di Dončić.
5. MINNESOTA TIMBERWOLVES
LaMelo Ball porta a Minnesota un’altra soluzione nella gestione dell’attacco, affiancando Anthony Edwards nella creazione dei possessi. Il suo arrivo è stato però accompagnato dalle partenze di Julius Randle e Naz Reid, che garantivano punti e alternative importanti nelle rotazioni. Una parte di quelle responsabilità ricadrà su Jonathan Kuminga, chiamato a contribuire soprattutto nelle conclusioni vicino al ferro e nel gioco in transizione.
Rudy Gobert e Jaden McDaniels continueranno a essere i principali riferimenti difensivi di Minnesota, ma Chris Finch dovrà trovare il modo di inserire LaMelo Ball senza compromettere gli equilibri della squadra. Le partenze di Randle e Reid, invece, peseranno soprattutto sulla profondità delle rotazioni e sulle alternative offensive. I Timberwolves possono ancora contare sul talento di Edwards e sull’esperienza del gruppo, anche se i numerosi cambiamenti rendono difficile prevederne il rendimento.
4. HOUSTON ROCKETS
Houston riparte da 52 vittorie e dal 54,5% dei rimbalzi disponibili conquistati nella scorsa stagione. Kevin Durant rimane il principale terminale offensivo, con Alperen Şengün e Amen Thompson al suo fianco. Il ritorno di Fred VanVleet dovrebbe rendere più ordinata la gestione dei possessi.
Marcus Smart aggiunge esperienza difensiva e Bogdan Bogdanović tiro e creazione dalla panchina. Dopo due eliminazioni consecutive al primo turno, Ime Udoka deve però trovare più soluzioni contro difese preparate a limitare Durant. La qualità per stare in alto c’è già; la verifica più importante arriverà nei playoff.
3. DENVER NUGGETS
Con Nikola Jokić e Jamal Murray, Denver ha chiuso il 2025/26 con 54 vittorie e il miglior attacco NBA. I dubbi riguardano l’altra metà campo: i Nuggets erano ventunesimi per efficienza difensiva.
La partenza di Peyton Watson riduce le alternative sul perimetro, ma Alpha Diallo, miglior difensore dell’EuroLeague, potrebbe compensare parte della perdita. DeMar DeRozan offre punti ed esperienza in uscita dalla panchina. Sarà importante valutare anche la tenuta fisica di Aaron Gordon visti i problemi fisici che lo hanno tormentato nel corso delle ultime stagioni.
2. SAN ANTONIO SPURS
Le 62 vittorie, le Finals NBA e il successo su Oklahoma City nella finale di Conference raccontano di una squadra già pronta per competere al vertice. Victor Wembanyama condiziona ogni possesso difensivo e continua ad ampliare le proprie soluzioni in attacco.
Stephon Castle è cresciuto nella gestione del gioco, mentre Dylan Harper può assumersi maggiori responsabilità dopo i playoff. Tobias Harris aggiunge un’opzione offensiva; nello staff è arrivato Billy Donovan. San Antonio ha battuto i Thunder nella serie che contava, ma riteniamo OKC leggermente più affidabile nell’arco della regular season.
1. OKLAHOMA CITY THUNDER
La sconfitta contro San Antonio non cancella le 64 vittorie e una difesa che ha concesso 8,3 punti in meno ogni 100 possessi rispetto alla media NBA. Shai Gilgeous-Alexander, Chet Holmgren e Jalen Williams rimangono il nucleo di una squadra efficace su entrambi i lati del campo, nonostante gli infortuni dell’ultima stagione.
Sono partiti Lu Dort, Isaiah Joe e Aaron Wiggins: la profondità sarà inferiore e Ajay Mitchell avrà più responsabilità. Mark Daigneault dovrà integrare anche Aday Mara e Bennett Stirtz. Gli Spurs hanno prevalso nei playoff, ma per continuità e organizzazione nell’arco di 82 partite mettiamo ancora Oklahoma City davanti.
Le grandi escluse dalla Top 10
Golden State è undicesima. Stephen Curry può ancora sostenere l’attacco, ma Jimmy Butler non dovrebbe rientrare prima del 2027 e Kristaps Porzingis offre poche certezze sul piano fisico. Dopo 37 vittorie, migliorare non sarà semplice.
Dodicesimi i Clippers, cambiati molto dopo la partenza di Kawhi Leonard. Darius Garland e Brandon Ingram aggiungono talento, ma Tyronn Lue dovrà trovare nuovi equilibri. Seguono New Orleans, Memphis e Sacramento.