Secondo quanto riportato da ESPN, Duren ha rifiutato l’ultima proposta presentata dai Pistons: cinque anni e 200 milioni di dollari completamente garantiti. Una cifra considerevole, ma ancora lontana dal massimo salariale al quale il giocatore è diventato eleggibile dopo l’inserimento nell’All-NBA Third Team. Restando a Detroit, Duren potrebbe infatti arrivare a circa 287 milioni in cinque anni.
La distanza tra le parti, però, non sembra più riguardare soltanto le cifre. Sempre secondo ESPN, l’entourage del giocatore avrebbe fatto sapere che Duren si è sentito poco valorizzato durante le trattative, anche considerando l’accordo raggiunto dai Pistons con Ausar Thompson, che ha firmato un’estensione da cinque anni e 155 milioni. Nell’ultima proposta fatta a Duren sarebbero inoltre presenti alcune clausole legate al peso del giocatore.
Sul tavolo c’è inevitabilmente anche quanto fatto nell’ultima stagione. Duren ha chiuso la regular season 2025-26 con 19,5 punti, 10,5 rimbalzi e 2 assist di media, tirando con il 65% dal campo in 70 partite. Numeri che gli sono valsi la prima convocazione all’All-Star Game e l’ingresso nel terzo quintetto All-NBA. Nei playoff, però, il rendimento offensivo è sceso e la sua produzione si è praticamente dimezzata.
Le valutazioni di giocatore e franchigia sembrano quindi partire da basi diverse. Duren considera la stagione appena conclusa sufficiente per essere pagato come uno dei riferimenti dei Pistons. Detroit, dall’altra parte, è arrivata a mettere sul tavolo 40 milioni di dollari a stagione, senza però avvicinarsi al massimo possibile.
A rendere la situazione più delicata ci sono adesso anche i tempi. Duren ha fino al 1° ottobre per accettare la qualifying offer da 9,6 milioni di dollari. Potrebbe così disputare un’altra stagione con Detroit e diventare unrestricted free agent nell’estate del 2027, con la possibilità di scegliere liberamente la propria destinazione.
È una strada che comporterebbe inevitabilmente dei rischi. Accettarla vorrebbe dire rinunciare oggi a 200 milioni garantiti e tornare sul mercato tra un anno, affidando alla prossima stagione una parte importante del proprio futuro contrattuale.
Detroit, nel frattempo, continua a far sapere di voler trattenere Duren e finora non ha mostrato apertura verso un sign-and-trade.
L’assenza dal Media Day e dall’inizio del training camp porta però la trattativa su un piano diverso rispetto ai mesi estivi. Il mancato accordo comincia a incidere direttamente sul lavoro della squadra e il margine per trovare una soluzione si sta riducendo. Con la scadenza della qualifying offer fissata al 1° ottobre, i prossimi giorni chiariranno quale strada Duren e i Pistons intendono percorrere.