Golden State Warriors, Curry si ferma: come cambierebbe l’attacco senza di lui?

Un attacco che dipende ancora da Curry

Golden State si prepara all’esordio contro i Los Angeles Lakers del 21 ottobre con qualche preoccupazione. Durante l’allenamento aperto al pubblico di domenica 18 ottobre, Stephen Curry ha accusato un problema alla caviglia destra ed è rientrato negli spogliatoi zoppicando.

Steve Kerr ha cercato di tranquillizzare tutti, senza però fornire indicazioni precise sulla sua disponibilità. Per il momento non ci sono elementi per ipotizzare uno stop prolungato.

Un’eventuale assenza avrebbe comunque conseguenze importanti, soprattutto considerando il nuovo sistema offensivo che Kerr sta cercando di introdurre.

I Warriors stanno lavorando su una maggiore distribuzione delle responsabilità, con cinque giocatori disposti prevalentemente sul perimetro e più spazio per le penetrazioni. Curry rimane però fondamentale per il funzionamento dell’attacco, anche quando non tocca il pallone.

Il suo movimento continuo costringe le difese a seguirlo lontano dal canestro, aprendo spazi che i compagni possono sfruttare. Senza di lui, gli avversari potrebbero concentrarsi maggiormente sugli altri tiratori e proteggere meglio l’area.

Podziemski e Green, maggiori responsabilità

In caso di assenza di Curry, Brandin Podziemski diventerebbe uno dei principali riferimenti nella gestione dei possessi. La sua capacità di creare gioco e attaccare il ferro potrebbe aiutare Golden State, anche se produrre con continuità contro difese maggiormente concentrate su di lui sarebbe una responsabilità diversa.

De’Anthony Melton rappresenterebbe un’altra soluzione per la costruzione offensiva, mentre Brandon Williams potrebbe trovare più minuti nelle rotazioni.

Molto dipenderebbe anche da Draymond Green. Kerr sta cercando di ridurre il numero di possessi nei quali il veterano dirige direttamente l’attacco, favorendo una circolazione più rapida del pallone. Senza Curry, potrebbe essere necessario affidarsi nuovamente con maggiore frequenza alla sua capacità di leggere i movimenti dei compagni.

Anche Yaxel Lendeborg potrebbe assumere un ruolo più importante. Il rookie ha mostrato buone qualità nella preseason, ma avrebbe bisogno di tempo per adattarsi a responsabilità offensive maggiori.

Un inizio di stagione già complicato

Golden State deve fare i conti anche con le assenze di Jimmy Butler e Moses Moody, mentre Kristaps Porziņģis rimane indisponibile senza una data definita per il rientro.

Nella scorsa stagione Curry ha disputato soltanto 43 partite, mantenendo comunque una media di 26,6 punti. La squadra ha sofferto particolarmente la sua lunga assenza nella seconda parte dell’annata.

Per Kerr, perdere il proprio principale riferimento offensivo proprio mentre sta cercando nuovi equilibri rappresenterebbe un problema difficile da gestire. La speranza è che il fastidio alla caviglia si risolva rapidamente, evitando di dover modificare le rotazioni già nelle prime settimane.